La prima iniziativa pubblica dell’Associazione Culturale Tessere del 900, costituita a Ravenna il 7 gennaio 2018, si è tenuta martedì 23 gennaio presso il Salone dei Mosaici, visitabile per ora solo in circostanze speciali.

Il Dott. Piero Casavecchia, presidente dell’Associazione Culturale ha aperto la giornata spiegando gli obiettivi di Tessere del 900 di riportare alla città di Ravenna e al pubblico la visione di questo salone e dei suoi mosaici, grazie all’iniziativa dell’imprenditore Maurizio Bucci che ha acquisito l’immobile e intende avviare un’attività commerciale a supporto dell’attività culturale.

Il Prof. Severo Bignami, già insegnante di disegno presso l’Istituto Abe Steiner di Ravenna e appassionato mosaicista, ha illustrato ad una trentina di guide turistiche abilitate i mosaici del palazzo del mutilato di Ravenna e ha spiegato loro il contesto storico-culturale in cui questi mosaici hanno visto la luce. Il piano urbanistico del Comune di Ravenna durante il periodo fascista, prevedeva la costruzione di un’ampia piazza del mercato (l’odierna piazza Kennedy) e l’edificazione di un palazzo ad uso civile che si affacciasse sulla piazza a farne da lato come i palazzi Rasponi antistanti. Il palazzo venne commissionato dall’importante Associazione mutilati ed invalidi di guerra che rivestiva una grande importanza sotto il fascismo e testimoniava la continuità con la prima guerra mondiale.

Proprio per celebrare la Grande Guerra e le guerre combattute dal fascismo, Guerra d’Africa e Guerra di Spagna, vennero commissionati 5 grandi pannelli musivi a personalità di livello nazionale, come il Prof. Giovanni Majoli, ravennate ma docente all’accademia di Venezia, e il Prof. Anton Giulio Santagata, genovese e autore della maggior parte delle decorazioni delle case del mutilato in Italia.

La realizzazione dei progetti fu invece affidata alla scuola dei mosaicisti ravennati: Renato Signorini in collaborazione con Werther Focaccia e Libera Musiani per i mosaici rappresentanti le tre guerre in stile che richiama le avanguardie cubista e futurista, e da Antonio Rocchi e Ines Morigi Berti per i 2 mosaici che, in stile più classico, rappresentano Giulio Cesare che si dirige su Ravenna e Benito Mussolini che marcia su Roma (mosaico distrutto nel dopoguerra), a simboleggiare la continuità fra l’Impero romane e il regime fascista. I mosaici vennero eseguiti nel periodo bellico, fra il 1940 e il 1942 e vennero poi coperti per proteggerli dai bombardamenti e poi dalla vista del pubblico poiché rappresentavano una simbologia fascista.

Verso la fine degli anni ’80 vennero ri-scoperti ma dovettero passare altri 20 anni perché i tempi fossero maturi per essere visibili al pubblico.

Le guide presenti hanno potuto apprezzare, alcune per la prima volta, la visione e la spiegazione da parte di uno dei maggiori esperti nel campo, il Prof. Severo Bignami, di quelle che sono considerate le più clandestine fra le opere segrete di Ravenna e hanno mostrato un grande interesse che ha portato allo sviluppo di un nuovo itinerario turistico per Ravenna: la Ravenna razionalista che si snoderà attraverso gli edifici costruiti durante il ventennio per concludersi proprio nel Salone dei Mosaici.

Video a cura di Ciro Troiano

Pin It on Pinterest

Share This